Sound of the Spheres per Fotonica al Macro racconta come nel lato oscuro della luna, i misteriosi suoni che hanno ascoltato gli astronauti dell’Apollo 10 hanno consentito loro di entrare in un’altra dimensione dove lo spazio/tempo hanno regole altre.
A febbraio 2016 la registrazione della conversazione avvenuta tra i tre astronauti in orbita sulla faccia oscura della Luna, resa pubblica dalla Nasa già nel 1973, è stata nuovamente diffusa dal canale tv americano Science Channel. Si riapre così il dibattito sull'origine di quei suoni avvertiti da Eugene Cernan, John Young e Tom Stafford nel 1969: ''Lo senti? Quella specie di fischio?''. ''Lo senti anche tu?''. ''Sì, sembra musica dallo spazio''. Disturbi delle apparecchiature? Interferenze tra le radio del modulo di comando e di quello lunare?
Sound of the Spheres è un viaggio nello spazio/tempo e nella conoscenza.
Avendo come obiettivo formale il raggiungimento della massima sinestesia audio-visiva, Sound of the Spheres è nato partendo dalla teoria della “Musica delle sfere” di Pitagora, nella quale il filosofo greco affermava che il Sole, la Luna e i pianeti del sistema solare, per effetto dei loro movimenti, produrrebbero un suono continuo, impercettibile dall'orecchio umano, e tutti insieme produrrebbero un'armonia.
Grazie alla rielaborazione di frammenti audio e video NASA, Sound of the Spheres crea un ambiente immersivo dove il suono e la luce hanno lo scopo di alterare la percezione di chi vi accede al fine di stimolare il pensiero e la visione.