Il progetto è una live audiovisual performance che pone al centro del dialogo audiovisivo l’indagine del rapporto che intercorre tra il naturale e l’artificiale.
Parte centrale del progetto è il discorso di Sir David Attenborough: A message to world leaders.
Registrato e trasmesso per il WWF’s Leaders for Nature and People event, allo UN Climate Action Summit (parte della 74ma Assemblea Generale ONU), il discorso del noto divulgatore, impegnato da decenni nella realizzazione di documentari naturalistici, parla di come il suo lavoro l’abbia portato a notare sempre di più i cambiamenti dovuti all’inquinamento e allo sfruttamento dell’ecosistema da parte dell’uomo.
Il discorso è direttamente rivolto ai leader mondiali presenti all’Assemblea, affinché prendano atto di quello che sta accadendo al nostro pianeta a causa, anche, delle loro scelte economiche e politiche ‘’inconsciamente basate sulla convinzione che la natura continuerà ad essere un fornitore benigno e regolare delle condizioni di cui abbiamo bisogno per crescere.’’.
Sir Attenborough chiede direttamente a loro di dare un segnale importante per risolvere il problema, visto la loro posizione privilegiata nel poter fare la differenza.
La scelta di questo specifico discorso è data sia dalla notorietà del personaggio, famosissimo per i suoi voice-over sui documentari britannici, sia dall’ispirazione che riesce a trasmettere, ma soprattutto perché la salvaguardia dell’ambiente è un tema a me molto caro e credo che la musica sia uno dei mezzi più efficaci per trasmettere un messaggio importante che possa raggiungere e coinvolgere la collettività.
Partendo da questi presupposti, ho cercato di trasmettere in un video astratto le parole di Sir Attenborough: nuvole particellare che inizialmente si muovono in modo casuale e autonomo per poi incasellarsi in strutture che richiamano una doppia elica di DNA o lo sviluppo di un fusto d’albero, fino al completo riempimento della superficie visiva con onde particellari in continuo movimento.
Cambi cromatici che da colori accesi virano verso grigi a simboleggiare la distruzione degli ambienti naturali, fino ai continui mutamenti in un alternarsi caotico.
La parte musicale è un misto di elettronica e strumenti acustici processati con delay, riverberi, shimmer e resonators per arrivare a renderli irriconoscibili. Chitarra, synth, campane tibetane, voci, pianoforte, pattern di batteria incalzanti e impulsi solitari.
Il tutto viene modificato in live tramite parametri preconfigurati con libertà di esecuzione, con il risultato che la performance non sarà mai uguale a quella precedente e a quella successiva.